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Via Mala
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La mwdwViamala o mweaVia Mala è una stretta mweqgola lungo il corso del mwegReno Posteriore, tra mwewThusis e mwfaZillis-Reischen, in mwfqSvizzera, nel mwfgCantone dei Grigioni, e l'antico sentiero che la percorre. Questa gola, con pareti rocciose alte fino a 300 metri e il fondo strettissimo, era in passato il principale ostacolo sulla strada che attraverso i passi alpini dello mwfwSpluga e del mwgaSan Bernardino collegava il sud della mwgqGermania con la mwggLombardia.cite-ref-montagnavissuta-1-0[1]cite-ref-spluga-2-0[2]

Contents

Storia
Note

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Etimologia

Il nome della via deriva dal mwjgromancio mwjwvia Mala ("strada cattiva"), a causa dei passaggi impervi e pericolosi che la caratterizzano.cite-ref-montagnavissuta-1-1[1]cite-ref-spluga-2-1[2] Un'altra ipotesi ne farebbe derivare il nome dal fatto che nel mwmaMedioevo, dopo un periodo di abbandono, era caduta in rovina.cite-ref-3[3]cite-ref-rivista-4-0[4]

Storia

Origini della strada

Nonostante le asperità del percorso la gola della Viamala costituiva fin dall'antichità una via di collegamento fra la Lombardia e il sud della Germania, essendo la più breve su questa direttrice.cite-ref-spluga-2-2[2]

La mulattiera era già frequentata in epoca pre-romana e venne probabilmente utilizzata anche dagli stessi mwrqRomani, che vi avrebbero apportato dei miglioramenti quando alla fine del mwrgI secolo a.C. conquistarono la mwrwRezia. Risalirebbero a quel periodo alcune semi-gallerie scavate nella roccia ed ancora oggi visibilicite-ref-montagnavissuta-1-2[1], da altri ritenute di epoca medioevale.cite-ref-rivista-4-1[4]

La ricostruzione del 1473

Durante il mwugMedioevo il passaggio attraverso il passo dello Spluga, e di conseguenza per le gole della Viamala perse di importanza a favore di quello per il mwuwpasso del Settimo. Le motivazioni erano essenzialmente politiche, poiché l'imperatore mwvaCarlo IV, per favorire il mwvqvescovo di Coira, che controllava la via del passo del Settimo, proibì alle città dell'impero di utilizzare passaggi alternativi a questa. Solo nel 1473, venuta meno l'autorità del potere vescovile, fu autorizzato un completo restauro della strada, nel frattempo caduta in rovina.cite-ref-5[5]cite-ref-valichi-6-0[6] Risalirebbe a quel tempo la denominazione di "via Mala". In occasione di questi lavori fu collocata, su una fontana che si trova ancora oggi di fronte al municipio di Thusis, un'iscrizione che ricorda l'avvenimento.cite-ref-montagnavissuta1-7-0[7]

La nuova via, restando sul versante sinistro della gola, seguiva solo parzialmente il percorso antico, che percorreva invece il versante destro: fu costruito un nuovo ponte, il primo in pietra, che sostituiva i precedenti in legno, e scavato un sentiero nella roccia per raccordarsi al vecchio tracciato. La variazione di percorso tagliò fuori alcuni villaggi e questo fu causa di tensioni negli anni seguenti.cite-ref-montagnavissuta1-7-1[7]

A partire dalla costruzione della strada i traffici lungo la stessa furono gestiti dai Porti, le corporazioni di contadini-someggiatori che detenevano il monopolio dei trasporti e curavano la manutenzione della strada, garantendo importanti guadagni agli abitanti dei villaggi situati lungo il percorso.cite-ref-valichi-6-1[6]cite-ref-montagnavissuta1-7-2[7]

Tra il 1738 e il 1739 furono realizzati due ponti, che con un doppio attraversamento della gola evitavano il tratto più esposto della strada antica; nel 1834 l'accesso a uno di questi ponti fu distrutto da un'alluvione rendendo inutile il manufatto che venne abbandonato. Un nuovo ponte fu eretto più a nord due anni più tardi.cite-ref-rivista-4-2[4]cite-ref-montagnavissuta1-7-3[7]

L'apertura della "Comerzialstrasse"

La concorrenza degli altri passi si faceva sempre più evidentecite-ref-ref-a-8-0[8] e già a partire dal 1805 si era aperto un dibattito sull'opportunità di costruire una nuova strada. Fu solo però dopo la caduta di Napoleone che la proposta si concretizzò, pur in presenza di posizioni divergenti: il mwgwregno di Sardegna sosteneva la costruzione della strada attraverso il San Bernardino mentre l'mwhaimpero asburgico avrebbe preferito la via dello Splüga, più congeniale ai suoi traffici. Ciononostante nel 1818 accondiscese alla costruzione sulla tratta del San Bernardino-Viamala. I finanziamenti per la costruzione provennero dal Regno di Sardegna, dal Cantone dei Grigioni e dall'impero asburgico, da cui dipendeva il mwhqLombardo-Veneto.cite-ref-montagnavissuta1-7-4[7]cite-ref-9[9]cite-ref-moesano-10-0[10]

La decisione definitiva venne presa nel 1818, nonostante l'opposizione dei Porti, il cui monopolio sui trasporti sarebbe andato definitivamente in crisi con la liberalizzazione delle strade.cite-ref-ref-a-8-1[8]

Secondo alcuni un'altra ragione della costruzione della nuova strada sarebbe stata la carestia del 1816. Questa ulteriore causa però è tuttora oggetto di dibattito. Infatti, nonostante venga citata da più fonti, precisa anche Jürg Simonett, ex direttore del mwmaMuseo Retico di Coira, non si è trovata una fonte di quei tempi che citi la carestia del 1816 come causa della costruzione della strada.cite-ref-11[11]

Sotto la direzione dell'ingegnere ticinese Giulio Pocobelli e con l'aiuto del suo assistente Richard La Nicca nello stesso anno ebbero inizio i lavori di costruzione della nuova strada da mwngCoira a mwnwBellinzona, resa transitabile dal 1821 e completata nel 1823. Con l'abolizione delle società dei Porti nel 1834 vennero infine liberalizzate le attività di trasporto, portando ad uno scambio più rapido ed economico delle merci; la costruzione delle strade sui passi incentivò non solo il commercio ma anche il nascente turismo nei Grigioni.cite-ref-rivista-4-3[4]cite-ref-moesano-10-1[10]

Sviluppi recenti

La strada del 1836 è rimasta sostanzialmente invariata fino ad oggi, a parte un nuovo ponte costruito nel 1936 per sostituire il ponte superstite del 1738, tuttora esistente ma percorribile solo a piedi.

Nel 1967 fu aperta la nuova mwqwautostrada A13, che supera la parte più stretta della Viamala con un tunnel di 742 metri e attraversa la gola nella parte meridionale su un mwraponte ad arco di 86 metri progettato da mwrqChristian Menn.cite-ref-12[12]cite-ref-13[13]

Nel 1996 è stata costruita una passerella pedonale per raggiungere i resti del percorso antico; questa prima passerella venne distrutta da una frana nel 1999 e fu ricostruita nel 2005cite-ref-14[14]

Da un parcheggio lungo la strada una scala a pagamento di 321 gradini consente ai turisti di scendere sul fondo della gola.cite-ref-rivista-4-4[4]

Note

cite-note-montagnavissuta-11. mwygmwywmwzaLa Gola della Viamala (Viamala-Schlucht), su mwzqmontagnavissuta.it. mwzgURL consultato il 24 gennaio 2019.
cite-note-spluga-22. mw1gmw1wmw2aViaSpluga (Thusis–Chiavenna), su mw2qschweizmobil.ch. mw2gURL consultato il 24 gennaio 2019.
cite-note-33. mw3gmw3wmw4aViamala: da sentiero dissestato a strada, su mw4qschweizmobil.ch. mw4gURL consultato il 21 ottobre 2018.
cite-note-rivista-44. mw7gmw7wmw8aStoria della via Mala su http://imparare-viaggiando.ch/ (mw8qmw8gPDF), su mw8wimparare-viaggiando.ch. mw9aURL consultato il 24 gennaio 2019.
cite-note-55. mw-amw-qmw-gDizionario storico della Svizzera – Passo del Settimo, su mw-whls-dhs-dss.ch. mw-aURL consultato il 26 gennaio 2019.
cite-note-valichi-66. mwaqimwaqmmwaqqR. Jenny, I valichi alpini del Grigioni e la loro importanza economica nella storia (con speciale riguardo al Passo del San Bernardino), su mwaque-periodica.ch. mwaqyURL consultato il 26 gennaio 2019.
cite-note-montagnavissuta1-77. mwarimwarmmwarqLa strada dello Spluga e la gola della Viamala, su mwarumontagnavissuta.it. mwaryURL consultato il 26 gennaio 2019.
cite-note-ref-a-88. mwarwJürg Simonett, mwar0Verkehrserneuerung und Verkehrsverlagerung in Graubünden, Coira, Terra Grischa Buchverlag, 1986.
cite-note-99. mwasemwasimwasmLa carestia degli anni 1816-1817 (mwasqmwasuPDF), su mwasym4.ti.ch. mwascURL consultato il 26 gennaio 2019.
cite-note-moesano-1010. mwas0mwas4mwas8200 anni fa: la costruzione della strada carrozzabile del San Bernardino (mwatamwatePDF), su mwatiilmoesano.ch. mwatmURL consultato il 26 gennaio 2019.
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cite-note-1313. mwavemwavimwavmAtlas of places - Viamala-Brücke, Christian Menn, su mwavqatlasofplaces.com. mwavuURL consultato il 26 gennaio 2019.
cite-note-1414. mwavkmwavomwavsLa passerella pedonale del 2005, su mwavwtraversinersteg.ch. mwav0URL consultato il 26 gennaio 2019.

Voci correlate


Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla Via Mala

Collegamenti esterni

• mwawgLa via Mala e le strade dello Spluga, su viestoriche.net.
• mwawoLa Gola della Viamala (Viamala-Schlucht), su montagnavissuta.it.
• mwawwImmagini della gola della Viamala, su visinand.ch.